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L'essenziale è invisibile agli occhi

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Caterina Pollicino

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Il mio sogno nel cassetto?
...come diceva Massimo Troisi:"Un sogno non ce l'ho,però non mi manca il cassetto!"

In questo momento mi sento di dire...CREDI NEI TUOI SOGNI! Ne varrà sempre la pena!

Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni. (E. Roosevelt)

Martin Luther King - Washington, 28 agosto 1963

 

..."And so even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream. It is a dream deeply rooted in the American dream. I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal."...

..."I have a dream that one day every valley shall be exalted, and every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight; and the glory of the Lord shall be revealed and all flesh shall see it together. This is our hope."...

 
… “E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.”…
… “Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza.”…
 

Un episodio che mi ha fatto riflettere molto...

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Ragazze, imparate i codici

Maurizio Blondet    13 luglio 2008

Tra la marea di commenti al mio articolo sul Rasta e la Cassazione (lettura deprimente, con tanti «esperti» di Ganja) , mi ha colpito uno. A proposito della ragazza ammazzata in Catalogna, Silvia scrive: «No, no, una ragazza con tatuaggio, diamantino nel dente, orecchino, è una ragazza molto solare, che lavora per pagarsi le vacanze all’estero, per fuggire dalla noia mortale della provincialità. Il Gordo però adesso ha sulla coscienza la morte di una ragazza che è andata a spegnere la sua solarità molto lontano...».

Perchè mi ha colpito? Perchè il pericolo per tante ragazze è proprio in questo: nel non essere consapevoli del «messaggio»  che emanano con il codice del vestiario o degli ornamenti. Una si fa delicati tatuaggi in certe parti, si fa mettere un brillantino sul dente ed è convinta di dire al mondo: «Guardatemi: sono una ragazza solare, che emana solarità». Ignara che per altri, per lo più maschi, nati in mondi lontani, il messaggio risulta: «Ecco un’altra di quelle che sono venute qui a farsi scopare». E non è un equivoco, da parte del Gordo.

Anzitutto uno come lui, avventizio lavapiatti che bazzica a Lloret del Mar a caccia di donne, ha esperienza diretta di centinaia di ragazze, di impiegate provinciali, italiane o no, che sono venute lì proprio a scopare: ed hanno lo stesso diamantino, la stessa catenina alla caviglia, gli stessi tatuaggini sulla nuca o sul pube della ragazza «solare».

Io stesso ho conosciuto decine di impiegate milanesi che sciamano due settimane nei «villaggi-vacanza», o posti come Lloret (tutti uguali), con lo scopo preciso di fare sesso. Non le giudico: la vita delle impiegate a Milano è squallida, l’incontro sessuale resta difficile o almeno impegnativo.   Ma almeno, se non vogliono finire veramente male, quando «vanno all’estero» per la «vacanza» che si sono pagate lavorando, dovrebbero rapidamente imparare alcune cose.

Anzitutto: «l’estero» è il vasto mondo, affollato di esseri che hanno radici, lingue, culture e società diverse, ed hanno un passato di cui le ragazze di provincia non sanno nulla. I voli charter hanno messo in grado di andare «all’estero» in poche ore troppi sprovveduti, che estendono questa facilità anche al vasto mondo. Il vasto mondo resta difficile.

I mari tropicali celano pesci bellissimi con pungiglioni letali, le foreste piante carnivore, velenosi ragni, sui quali il viaggiatore avvertito si informa in anticipo; Uruguay e Venezuela non sono come la provincia di Padova; sono società guaste, devastate, dove la disperazione e la violenza sono endemici, dove la durezza vitale forma esseri umani addestrati ad abbrancare ciò che viene - alcool o altro - come viene, perchè domani non si sa.

Almeno di questo, una ragazza di provincia deve essere avvertita. Altrimenti è meglio che, in vacanza, vada a Lignano Sabbiadoro. Lì potrà esercitare la sua «solarità» esibendo tatuaggini, con rischio diminuito. Perchè i codici del vestiario e del corpo sono linguaggi. E come tutti i linguaggi, vengono compresi solo dalla cerchia che frequentiamo.

Magari fra i suoi amici padovani, la povera ragazza era considerata «solare», una allegra bonacciona; magari loro sanno dare il peso che meritano agli inviti sessuali impliciti nei tatuaggini (sono solo uno scherzo, è una brava ragazza che lavora tutto l’anno). Ma non si può pretendere che altri, che vengono da altri passati e società - di cui la ragazza non sa nulla - intendano i segnali allo stesso modo.

Si aggiunga che gli stessi messagi, presunti «solari», assumono un significato tutto diverso quando sono esibiti di notte. Un tatuaggino pubico ha un senso sulla spiaggia, in piena abbronzatura; un altro in discoteca alle due del mattino. Il mondo notturno ha i suoi notturni abitanti, con le loro voglie notturne, parlano le  lingue della notte.

Abbiamo visto le foto della ragazza di Padova, scattate dall’amica (altra tenebra) nella discoteca finale: abbiamo visto il Gordo che le stava addosso, con tutti i suoi tatuaggi, biascicandole baci sulla faccia da brava impiegatina. Per il Gordo, una simile vicinanza, simili approcci accettati, avevano un solo sbocco naturale. Per la ragazza padovana no, magari.

Ma allora, che cosa ci voleva a respingerlo? Lì in discoteca, fra tanti amici, uno spintone, una parola secca, era impossibile? Avrà pur sentito l’odore alcoolico del suo fiato, il pulsare sudaticcio del drogato. Non era poi irresistibile, il Gordo. Alla peggio, lo si poteva piantare lì e ci si poteva chiudere in albergo, a pochi passi: pazienza, una serata rovinata, domani è un altro giorno.

Invece la povera padovana, esce con lui. Sta via qualche ora. Poi ritorna in discoteca. Che cosa c’è di «solare» in questo?

A meno che «solare» non significhi, per Silvia, questo: ragazza improvvidamente fiduciosa. Che nella vita vede solo il sole ed esseri «solari» attorno a sè. Per cui tutto il mondo è il suo paese padovano, dove tutti si conoscono e si capiscono.

Per ragazza molto solare, io intendo un altro tipo: una che sta al sole, che vive nel sole, che la sera - dopo tante nuotate, dopo tanto mare  - magari è troppo stanca per andare in discoteca a farsi biascicare da uno sconosciuto ubriaco. Forse sbaglio io, dev’essere questione di codici.

A me, a dirla tutta, il termine «ragazza molto solare» suona come una retorica falsa; la stessa retorica, vischiosa pietà che i TG hanno riversato sulla ragazza uccisa lasciata in un cespuglio: poveretta, era lì a «vivere la propria vita», voleva solo divertirsi, e invece... invece, il vasto mondo sconosciuto ha fatto scattare una delle sue mille trappole.

Trappole che il viaggiatore avvertito, s’intende, riconosce, avendo magari appreso qualcosa prima: quella bella lucertola colorata del Kenia schizza veleno, la dolce antilope ha corna affilate e uno spirito aggressivo, i pesci  variopinti non sono gli stessi dell’acquario e della fontana italiana.

Con molto dispiacere, bisogna ammetterlo: il provincialismo uccide. Il provincialismo non rende capaci a sopravvivere nel vasto mondo. I suoi codici sono equivoci, portati altrove da un volo charter.

Ne scrivo, e so già di sprecare fiato e inchiostro. Perchè i nostri giovani li ho conosciuti un po’, in scuole, in corsi di formazione, e conosco la loro chiusura ermetica ad imparare il vasto mondo. Conosco anche troppo l’importanza parossistica che danno al loro vestiario come «codice identitario», unita alla totale incoscienza del «messaggio» che il codice manca.

Tante volte ho ripetuto a giovani disoccupati: quando vi presentate a cercare lavoro, non presentatevi con l’orecchino, i capelli lunghi, le treccine rasta. Quelli sono messaggi destinati ad altro ambiente, al «tempo libero», al «vivere la propria vita»; il lavoro richiede messaggi e codici diversi, e il messaggio che date è: questo non ha voglia di lavorare, è trasandato, dunque impreciso, è insubordinato, incapace di disciplina...

Tutto inutile. Ci tenevano, al loro vestiario. Affidavano ad esso la loro «personalità», la loro «originalità». Originalità che coincide con il conformismo vigente nel loro ristretto gruppo. Perchè l’originalità del vestire è l’ultimo, non il primo tocco della originalità di una persona; prima, devono venire opere originali, originali scoperte, un modo originale - cioè profondo e non superficiale - di studiare, lavorare  e capire.

Troppo facile cominciare dalla cosa  più facile, saltando tutte le tappe intermedie. Ed anche, alla fine, pericoloso: si rischia di vincere il Premio Darwin, che va a quelli che, incapaci, vengono eliminati dalla «selezione naturale» nel vasto mondo. Ma so di dire parole al vento. Lo vedo dai commenti.

(http://www.effedieffe.com/content/view/3883/180/)

Femmine, femministe. E donne

Maurizio Blondet    15 luglio 2008
Devo tornare ancora sulla ragazza ammazzata a Lloret del Mar. Mi ci costringono certi commenti. Anzitutto, quelli di stampo «femminista», per fortuna rari.

Ma insomma: avrei insinuato che la povera padovanella «se l’è andata a cercare», avrei in qualche modo «assolto» il Gordo, per inconscia solidarietà fra maschi. O avrei incoraggiato a pensarla in questo modo. Un altro ha tirato fuori Santa Maria Goretti: non portava tatuaggini, eppure...

Per favore, per favore. Io ho solo detto: sono le ragazze che devono stare più attente ai codici rispetto ai  maschi, semplicemente perchè sono loro che vengono più facilmente violentate, messe incinte senza volere, e ammazzate. Il rischio non è teorico: in pochi mesi abbiamo avuto un bel mazzetto di fanciulle in fiore uccise in un contesto di «divertiamoci col sesso».

Era un suggerimento salva-vita. Preliminare a qualunque altro discorso, anche morale (per poter essere morali bisogna prima essere persone; e prima ancora, vive) vorrei dire due cose a quelli che «se l’è andata a cercare» e a quelli che «in Italia se la tirano».

«Penso che insultare la memoria di questa ragazza non serva a nessuno, la redazione potrebbe almeno cassare il primo commento veramente insulso e volgare, tantomeno serve mettere all’indice percing e tatuaggi visto che non ha funzionato nemmeno con la minigonna le droghe e quant’altro».

Arrivo a dire: la ragazza padovana, a meno che non fosse un’altra Maria Goretti (improbabile, per chi va a Lloret del Mar), doveva lasciarsi violentare. E poi denunciare il violentatore. Sopravvivere un altro giorno, un giorno in più di scelte possibili: scegliere se diventare santa o puttana, ma insomma un altro giorno per scegliere.

Per questo, tirar fuori i luoghi comuni femministi, qui, è veramente scemo. Quasi quanto tirar fuori Maria Goretti (1). Dimostra solo come tante persone credono di pensare, mentre invece ripetono da pappagalli - per di più, con aria di sufficienza - qualcosa che è stato detto attorno a loro, che hanno  assorbito dall’aria: l’aria che tira.

Oggi sono miriadi: credono di «vivere la propria vita» e invece sono vissuti da altri, esprimono opinioni di altri, di maggioranze informi, o di entità ancora più losche. Quando infatti  si va a vedere chi sono questi «altri», quelli che mettono in circolo certe opinioni e le cavalcano, si resta sgomenti.

Un esempio: in queste settimane, corre su tutti gli schermi una pubblicità di una telefonica che annuncia il «regalo» di 500 SMS a chi si abbona. C’è una ragazza che manda un SMS, e cinquecento ragazzi in giro per il mondo gridano, esultanti: «Sono padre!».

Ebbene: questa pubblicità è precisamente una «educatrice» delle ragazze col tatuaggino di Lloret del Mar. Una battuta di spirito sul «divertimento» di avere 500 rapporti sessuali con 500 ragazzi diversi. Che riduce a spiritosaggine una faccenda sacra, che può finire in tragedia, e perchè?

Non certo perchè vogliono educarvi alla libertà, ragazzi; vogliono solo vendervi qualcosa, rifilarvi un abbonamento, e prendersi i vostri soldi. Se poi finite in forma di cadavere gonfio sotto un cespuglio, a loro non importa. Purchè abbiate versato loro 50 euro di ricarica.

Queste pubblicità vanno vietate, e i loro autori incarcerati per uso irresponsabile della suggestione. So che non è possibile, si parlerebbe di «repressione della libertà d’opinione, di espressione, di pensiero». Altri luoghi comuni, invincibili. Almeno, cerchiamo di salvare la vita di alcune di queste ragazze sceme. Dicendo loro che sono sceme e piene di idee false, che hanno assorbito dalla pubblicità.

Non manca chi mi ha accusato di spietatezza verso la povera morta. Rispondo: se qualcuno, genitori, amici, l’avesse trattata così spietatamente, magari deridendola e facendola sentire scema, oggi forse sarebbe ancora viva. Di questi tempi anche la «compassione» ha un cattivo odore.

Fra i commentatori c’è don Marco. Lo conosco, e ammetto che ne temevo il giudizio. Mi avesse accusato di spietatezza lui, allora sì che dovrei pentirmi. Invece, mi ringrazia perchè ne parlerà ai suoi ragazzi.

Conosco un poco don Marco: è un bagnino, che ogni giorno si getta fra le onde luride di una fossa, «la civiltà occidentale» a salvare delle anime perse che affogano. Siccome è un soccorritore ben addestrato, probabilmente sa che la prima carità che un soccorritore deve al bagnante che annaspa è tirargli un bel pugno in faccia. La sola differenza è che il pugno del soccorritore di bagnanti ha lo scopo di far perdere i sensi a quello che sta salvando, perchè non si dibatta; il pugno del soccorritore di anime ha lo scopo di ridare i sensi e la coscienza a chi l’ha persa.

Il femminismo - come ogni altra ideologia - non serve al soccorso in mare. Va abbandonato, è un discorso ozioso quando tante ragazze «liberate» annegano. Perciò, dirò ora alcune cose che faranno arrabbiare a morte le femministe e i femministi: preparatevi. Citerò una frase di Sophia Loren, letta da un’intervista tempo fa.

Diceva: fino ai 18 anni mi sono vista bruttissima. Una spilungona, col nasone troppo grosso, tettone troppo prominenti, culone... Ho capito di piacere solo da come gli uomini mi guardavano.

Sembra una scemenza.  Provate a immaginare la Loren a 18 anni (immaginato? Adesso basta, stop); come poteva sentirsi brutta? Ma proprio in grazia del suo cervello di allora, da gallina, la Loren ha detto una verità primordiale, quasi da «archetipo-Venere» - quel tipo di verità che il femminismo, malattia senile dell’illuminismo razionalista, vuole cancellare.

Ha detto che la donna viene, letteralmente, «formata» dallo sguardo dei maschi. Che una femmina umana adolescente non esiste per sè, non ha individualità, ma che esiste quando viene plasmata da maschi umani. E’ la subordinazione archetipica, primordiale, che resiste ad ogni chiacchiera sulla «uguaglianza dei sessi», sulla «liberazione femminile», sul «corpo è mio e ne dispongo io».

La verità è che, delle ragazze «liberate», dei loro «corpi», dispongono gli altri. I maschi. E la loro tragedia è che incontrano oggi troppi maschi, che non sono uomini. Come può distinguere i maschi dagli uomini, una ragazza? Non è facilissimo (2).

Ma almeno questo si può dire: attente ragazze. I maschi, sono quelli che vogliono da voi quella cosa - diciamolo crudamente - che avete fra le gambe. «Solo» quella cosa, non voi come persona. Il guaio è che quella cosa ce l’hanno tutte. Ciò significa che, per i maschi non-uomini, siete intercambiabili. Una di voi vale l’altra. E c’è un’età in cui tutti i maschi non sono ancora uomini, in cui il testosterore urge e la responsabilità manca. Attente a chi vi sottomettete - visto che il vostro destino, femministe a parte, è la sottomissione. Che sia almeno un uomo.

Ma come si fa ad attrarre un uomo, se ci si propone con «codici» e «segnali»  come tatuaggini, collanine alla caviglia, piercing in quei posti lì? Per il solo fatto che «tutte» le ragazze che vanno a Lloret del Mar hanno gli stessi tatuaggini e le stesse collanine, vi presentate come «intercambiabili». Dei numeri, degli esponenti di una specie zoologica, la Femmina in cerca di Copulatore. Perciò attraete dei maschi sub-umani.

Credete forse che i salmoni si scelgano la femmina? Le femmine di salmone sono tutte uguali, intercambiabili, e tutte egualmente attraenti quando raggiungono la maturità sessuale; posssedere una o l’altra è indifferente, per il salmone maschio che ha fatto un viaggio spaventoso, da turista no-Alpitour, risalendo mari e cascate, solo per... scopare.

So che invece volete essere riconosciute come «uniche». E’ il vostro diritto più profondo: essere amate per voi stesse, come donne e non solo femmine. Amate da un uomo unico - quello che è destinato per voi - il quale, se non avrà voi, è pronto a ritirarsi in convento o finire nella Legione Straniera.

Ai tempi in cui era adolescente Sophia Loren, queste cose le ragazze, più o meno, le intuivano. O meglio, lo intuiva la Afrodite che era sbocciata in loro; lo intuivano dagli occhi che gli uomini e i maschi in genere le incollavano addosso: un invito ad «essere», e insieme un’insidia, un alito rovente.

Ma questo, era prima della pubblicità televisiva ripugnante e totale. Oggi, ho l’impressione che le ragazze si facciano plasmare non più dagli sguardi degli uomini, ma dalla pubblicità losca. Forse è qui il guaio.

La pubblicità, questa predicatrice della «libertà sesuale» a scopo commerciale, mette in scherzo una cosa terribile e sacra - e il sacro è sempre vicino alla tragedia. A Perugia, a Lambrate e a Lloret del Mar sono morte ragazze che s’erano lasciate convincere che il sesso è un gioco come tanti, come una partita di calcetto. Ma il sesso non è mai un gioco. O se lo è, è un gioco mortale. E’ il gioco della danza col toro, il grande toro nero che soffia dalle narici fumanti, l’archetipo non-addomesticabile in eterno.

E’ un  gioco come lo è la corrida in Spagna (3), ultima propaggine di più antichi rituali che si perdono nella notte dei tempi; quel gioco che giocarono i danzatori e le danzatrici sui tori nella civiltà minoico-cretese, il gioco del dio Mitra che cavalca sul toro e gli piega la potente cervice.

Non capire la profondità terribile del gioco che sono indotti a giocare dalla pubblicità, è quella che condanna i giovani a questa sorta di «autismo» di cui danno prova ogni giorno, quando finiscono in cronaca nera.

L’autismo è un grave disturbo mentale, tipico degli schizofrenici. Essenzialmente, gli autistici non sanno capire cosa provano le altre persone. La mimica, il linguaggio del corpo, le smorfie o i sorrisi della faccia degli altri, a loro non dicono nulla. Per questo gli autistici sono capaci di crudeltà incredibili, o passano per insensibili indifferenti. Non è vero, sono solo malati.

La maleducazione - oggi instillata da enti diseducatori, ideologici e pubblicitari - all’egoismo e all’edonismo, alla «spontaneità» come obbedienza agli impulsi, ha reso tanti nostri giovani dei malati di questo tipo.

In grado diverso, sono - siamo (4) - autistici, nel mondo d’oggi. Ermeticamente chiusi agli altri, al loro vero sè, al loro soffrire o sorridere. E perciò sempre alla ricerca di «emozioni», sempre «forti»: è un tentativo disperato, patologico, di forare la coltre di indifferenza che gli ha sepolto l’anima - l’anima di un autistico che non capisce gli altri dalla faccia, ma solo dai loro codici d’abbigliamento e tatuaggini.

Non funziona mai, questo tipo di indifferenza è imperforabile, perchè viene «da dentro»: dal buco vuoto che è aperto là dove dovrebbe esserci «l’io», e non c’è nulla. Viene da una carenza dell’anima.

Occorrono dunque dosi più «forti»; fino alla  la perdita del controllo, che è addirittura ricercata spasmodicamente. Così può finire che uno ammazzi la femmina con cui si stava «divertendo». E le ragazze, che accettino la dose di droga necessaria, l’abbrutimento della mente che serve per far tacere il disgusto, lo squallore di sè che - quando si danno a Lloret del Mar - non possono fare a meno di sentire.




1) Non si ha diritto di interloquire se non si capisce la differenza tra la padovanella in vacanza e Santa Maria Goretti. Non è ammesso, in questo sito, parlare a vànvera, tanto per dar fiato alla bocca. L’omicida di Maria Goretti si fece l’ergastolo, poi, finchè visse, portò fiori alla sua vittima e la pregò, sapendosi perdonato. Basta questo per gridare al miracolo.
2) Può essere un indizio sentire, in un luogo di vacanza, un ragazzo che dice: no, stasera non vengo in discoteca perchè domattina faccio un’immersione, o devo lanciarmi col parapendio, o perchè mi interessano le pitture rupestri, o - persino - perchè il rumore mi rincoglionisce e tutto quell’alcol mi fa bruciare lo stomaco. Nei panni di una ragazza in fiore, mi farei incuriosire da un tipo così.  Magari, vuoi vedere, ha un «io».
3) Ora attendo rassegnato qualche dozzina di rimproveri animalisti: ma la corrida va abolita! E’ uno scandalo! Povera bestia! Lo dico subito: io sono a favore della corrida. Voglio che sia salvata come Venezia, come l’ultima tribù amazzonica, come un quadro di Leonardo, il segno di un passato pre-illuminista. Come un patrimonio dell’umanità in via di sparizione (con l’umanità). Perchè lo è: è un reperto archeologico dei tempi in cui l’Uomo combatteva col Maschio, anzichè servirlo. A salvare la corrida basterebbe il nome dell’abito che indossa la espada (o come diciamo noi, il torero): «Traje de Luz», abito di luce. «Vestite le armi della luce», gridava San Paolo, insomma, «tutti toreri!». Non a caso Paolo viene raffigurato con la spada in mano. La prima, temibile espada cristiana.
4) Non dico infatti queste cose ai giovani dall’alto di non so quale superiorità. Le dico, diciamo, dal basso: delle esperienze vissute, degli sbagli accumulati. In modo da risparmiare a voi di ripeterli tutti; se non altro, per farvi risparmiare tempo e lunghi giri viziosi in sentieri smarriti.
 

30 Giugno 2008

Dedicato a noi 3

dopo un weekend che ci ha viste unite più che mai!

 

Come dire...

nella buona e nella cattiva sorte!

Caterina Elisa Barbara

22 Giugno 2008

Si chiude il sipario della kermesse europea per gli azzurri

La lotteria delle conclusioni dagli 11 metri, che ci ha regalato la quarta vittoria mondiale, ci manda a casa dopo 120 minuti per nulla entusiasmanti! L'Italia che sperava nel fattore C viene eliminata dal fattore D (De Rossi e Di Natale che aprono la porta della semifinale alle Furie Rosse con i loro sbagli dal dischetto!) San Gigi Buffon ha fatto i miracoli anche stavolta (parando anche un rigore) ma nella notte viennese è stato aiutato solo dalla C della difesa: Chiellini ha sostituito nel migliore dei modi Cannavaro. Buffon lascia l'eredità di Signor portiere a Casillas. Europeo finito per i campioni del mondo.

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17 Giugno 2008

Le immagini che continuano a farci sognare e ci portano ai quarti!

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Le immagini bastano a celebrare questa incredibile notte svizzera, che ci regala emozioni al cardiopalma ed una bellissima vittoria sui nostri "cugini" d'oltralpe(finalmente, dopo 30 anni, entro i 90 minuti regolamentari!)
Una grande notte viennese ci aspetta domenica contro una Spagna agguerritissima!
Non si sa come andrà...ma per ora gioiamo di questa importante e sudatissima qualificazione ai quarti salutando con un "Adieu France! ¡Hola España!"

Maggio 2008

Non potevano essere scritte parole più giuste di queste!

Per molte cose che stanno succedendo nella mia vita, queste parole descrivono quello che penso nel modo migliore!
 

“Senza voler togliere nulla a quel genere di coraggio che porta alcuni uomini a morire, non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie ai quali gli uomini vivono; il coraggio della vita quotidiana è spesso uno spettacolo meno grandioso del coraggio di un atto definitivo, ma resta pur sempre una miscela magnifica di trionfo e di tragedia…
Un uomo fa il suo dovere, a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i pericoli e le pressioni, e questo è il fondamento della moralità umana; in qualsiasi sfera dell’esistenza un uomo può essere costretto al coraggio, quali che siano i sacrifici che affronta seguendo la proprio coscienza: la perdita dei suoi amici, della sua posizione, delle sue fortune e persino la perdita della stima delle persone che gli sono care.
Ogni uomo deve decidere da sé stesso qual è la via giusta da seguire; le storie che si raccontano sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose, possono offrirci una speranza, possono farci da modello, ma non possono sostituire il nostro coraggio…per quello ogni uomo deve guardare nella propria anima”

 

John Fiztgerald Kennedy, "Profiles in Courage", Premio Pulizter 1957

 

Rania Al Abdullah

Rania: ambasciatrice del mondo arabo in Occidente e paladina dei diritti delle donne e dei bambini.

"In un mondo in cui è così facile essere connessi l'uno all'altro, noi rimaniamo continuamente disconnessi". E' questa la prima frase con cui si apre il videomessaggio di Rania Al Abdullah, regina della Giordania, postato su Youtube il 31 Marzo 2008. "C'è un intero mondo di meraviglia là fuori che non siamo in grado di apprezzare a causa dei tanti stereotipi  che  ci pervadono" , ha affermato la Regina. 

Bella ed elegante, la nuova icona dello stile, utilizzando uno dei più importanti mezzi di diffusione dei nostri giorni, ha lanciato un messaggio forte e diretto ai giovani di tutto il mondo. La regina ha invitato i visitatori a rispondere con opinioni sul Medio Oriente, cercando di individuare gli stereotipi su arabi e musulmani. “Il mio compito nei prossimi mesi”, ha ribadito la regina, ”sarà quello di lavorare per abbattere preconcetti e luoghi comuni. Voglio che la gente conosca il vero mondo arabo, per vedere  e conoscere luoghi, facce e culture che riguardano quella parte di mondo che io chiamo casa”.
La conversazione, continuerà fino al Giorno Internazionale della Gioventù, previsto per il 12 agosto.
 
Rania, laureata in Gestione d'impresa all'Università americana del Cairo, specializzata in Informatica, era approdata alla banca reale dopo aver dato spavaldamente le dimissioni dalla sede giordana della Apple Computer perché le era stato rifiutato un incarico da dirigente. Era subito emersa come una persona
intelligente, ambiziosa, determinata.
Uno spirito libero, fiero e indipendente: un grande esempio di donna!

     

7-8-9 Marzo 2008

Montecampione: conferenza di primavera!

 
Finalmente anche quest'anno è arrivato: il fantastico week-end della conferenza di primavera IB uniti!
A causa di (diciamo così) incomprensioni nello staff organizzativo (con successiva soluzione trovata nell'eliminazione del "colpevole"!  A bocca aperta ) la perfetta location sperimentata l'anno scorso (l'albergo al Tonale!) non è potuta essere nostra...e abbiamo dovuto ripiegare su "Shining hotel" (il suo nome originale "Montecampione hotel" non rende l'idea...troppo riduttivo Animoticon ) Questo, vagliato come probabile scelta per la multidistrettuale di chiusura dell'anno scorso (svoltasi invece a Boario) si è imposto come unica scelta per la mitica conferenza IB uniti (l'ormai storica Ponte di Legno...divenuta l'anno scorso Ponte di Legno-Tonale e ribattezzata quest'anno Montecampione!)
La premessa, quindi, non era delle migliori...invece Montecampione si è rivelato un fantanstico week-end, alternativo per certi versi (inusuale viste le location precedenti) ma sempre e comunque all'insegna del divertimento e del migliore spirito leo!
Sorvolando quindi sulle scolaresche in gita per le rispettive settimane bianche e sulle allegre famigliole con prole al seguito, la tre giorni leo è stata ricca di eventi, nuove amicizie e ritrovate conoscenze!
Per me e la mia super-cugina inizia tutto giovedì pomeriggio...in un batter d'occhio ci ritoviamo da casa mia all'albergo (troppo indaffarate nel tragitto a gestire le chiamate sui 3 cellulari della PD e il tomtom...troppa tecnologia tutta insieme per me! Stralunato )
La prima serata trascorre tutto sommato tranquilla, raggiungendo Roby, Luca ed Alessia venuti appositamente da Perugia e Terni che soggiornano nel "fantastico " shining hotel già da un giorno (sorbendosi gli iniziali effetti!). Durante la cena, poi siamo raggiunti anche da Alberto e Marcella.
Venerdì mattina, dopo colazione, i gruppi si separano : sciatori e non. Io, Elisa e Marcella ci dirigiamo verso mete più civilizzate in cerca...neanche noi sappiamo di cosa! Ma prima di qualsiasi altra cosa, bisogna piazzare la segnaletica: arduo compito (che 9 mesi fa toccò ad Elisa...rischiando la vita in tangenziale! Perplesso ) quest'anno è toccato a Marcella, da brava segretaria!
La mattinata si rivela più fruttuosa del previsto e il pomeriggio vola ultimando i preparativi finali. Dopo la cena non può mancare l'imperdibile EtiLeo organizzato da Zac e poi ci si scatena nelle danze divisi tra pianobar e discoteca Party (le foto rendono molto meglio l'idea di quanto sia successo!)
Sabato mattina l'ingresso di "Shining Hotel" è monopolizzato da gruppi di persone intente a confezionare gadget per la cena di gala: anche i non facenti parte del distretto organizzatore sono stati con gentilezza e cortesia "schiavizzati" e ben presto in molti si sono trovati a confezionare il proprio regalo che avrebbero ritrovato al tavolo per cena! Ma sì! Io mi sono divertita parecchio...e anche gli altri non mi sono sembrati da meno!
Il pomeriggio trascorre vedendoci tutti impegnati nei rispettivi lavori distrettuali. Il mio distretto ha votato per acclamazione (e tutti entusiasti e concordi!!!) Anna PD e...il mitico Giulio vice! Che anno ci aspetta ragazzi! Caldo
La sera poi cerimonia di chiusura, cena, balli, canti...insomma un'altra splendida giornata trascorsa con persone fantastiche. Come dico sempre: possono passare giorni, settimane, mesi eppure ogni volta che ti ritrovi insieme non sembra passato più di un giorno! Questo è uno degli aspetti che adoro del Leo Club!!! Sorriso Sorriso Sorriso
...e poi arriva il brutto: domenica mattina! In lacrime Salutare tutti e pensare di rivedersi chissà quando è l'aspetto più brutto!
Così anche per quest'anno il weekend della conferenza di primavera, detto anche Ponte di Legno / Tonale / Montecampione, è passato! Come sempre mi lascia tanti bei ricordi da mettere insieme a tutti quelli che questa associazione mi regala ogni giorno!
Naturalmente non posso non ringraziare la mia super-cugina Elisa per tutto, tutto, tutto quello che ogni volta mi dà (anche se stavolta non me la sono potuta godere in tripla con Baby...visto che sono stata assegnata nelle camere vip 3 piani sotto terra! -altro che Scamarcio! Animoticon - ) e poi tutti quelli che mi hanno fatto passare 3 giorni splendidi...non vorrei dimenticare nessuno...tra tutti nomino solo una delle fedelissime: Barbara!
Non mi resta che dire...arrivederci alla prossima! Sorriso
 
 

Buone feste!

Tanti auguri di Buon Natale a tutti!

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Dedicato alla nostra giovinezza

Rispecchia molto il mio stato d'animo in questo momento...è malinconica ma rende l'idea!

Dedicato a chi c'era...

Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.'.

Noi che facevamo 'Palla Avvelenata'.

Noi che giocavamo regolare a 'Ruba Bandiera'.

Noi che non mancava neanche 'dire fare baciare lettera testamento'.

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che 'se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce'.

Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big -babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.

Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola)...

Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.

Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)

Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.

Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.

Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire tardissimo.

Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te ne dava due.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che internet non esisteva.

Noi che però sappiamo a memoria 'Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)'.

Noi che 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.

Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. fai merenda con Girella..

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.

Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.

........... che fortuna esserci stati !!!!!!!!

Settembre 2007

 

è passato un pò di tempo...

Da sempre settembre evoca fine dell'estate, fine delle vacanze, fine delle ferie...ed invece per me quest'anno (per fortuna o purtroppo...) alla parola settembre non si associa nessuna fine... L'estate, sinonimo di mare, spiaggia, falò per quanto mi riguarda non finisce...perchè non è mai iniziata! O meglio, la settimana in Sicilia ormai è solo un pallido ricordo (come la mia abbronzatura!) ed esco da un agosto denso di lavoro e studio! Il mio lavoretto part-time del weekend, infatti,  per un mese è diventato praticamente un full-time e, a causa di un ritardo sulla mia tabella di marcia, quest'anno lo studio per gli esami di settembre è iniziato prima del solito...ad agosto appunto! (vedi Caterina che succede a non portarsi avanti durante il semestre?!? E se vuoi laurearti a marzo, per preparare  gli esami che ti mancano non bastano le prime 2 settimane di settembre...come tutti gli anni!!! altrimenti la sessione di gennaio sarà un incubo!!! )
Però in tutto ciò un lato positivo c'è: l'inizio di settembre non sarà traumatico come tutti gli anni! Tornerò a lavorare solo 3 giorni a settimana (anzi per 2 weekend consecutivi avrò le ferie!), non vedrò la mia abbronzatura sparire giorno dopo giorno e (a parte i primi 15 giorni) non dovrò studiare come in agosto (però dovrò fare gli esami! ma qualcosa di negativo doveva pur esserci in sto mese, no?)
Quindi buon rientro dalle vacanze a tutti (per chi c'è andato), buono studio (per chi ha gli esami), buon anno scolastico (per chi torna a scuola), buon lavoro (per chi continua a lavorare) e...che Settembre, nel bene e nel male, abbia inizio!

16-17-18 Marzo 2007

Ponte di Legno: una distrettuale da sogno!

Anche quest’anno è arrivato il momento della fatidica distrettuale IB uniti a Ponte di Legno! Che dire? Ponte di Legno, a detta di tutti, è sempre un’esperienza fantastica…tutti i soci dall’IB1 all’IB4, passando per l’IB3 e naturalmente per il nostro IB2, vedono questa distrettuale con occhi particolari: in primo luogo perché ritrovarsi tutti insieme, portando le proprie realtà distrettuali e di club, è un modo per confrontarsi, migliorarsi e crescere insieme sentendoci tutti parte di un’unica grande famiglia: la famiglia del LEO CLUB appunto! In secondo luogo perché noi dell’IB2 mettiamo tutto il nostro impegno per offrire ogni anno un weekend indimenticabile in questa conca invidiabile posta fra le montagne dell’Ortles-Cevedale a nord e dell’Adamello-Presanella a sud-est…
Dopo tanti preparativi siamo quindi giunti a venerdì 16 marzo: che la distrettuale abbia quindi inizio! Il ritrovo è a casa di Barbara…Gli schieramenti: Giampy, Ely ed io prima macchina; Nico, Baby; Anna e Isotta seconda macchina; Santino arriverà domani con la terza macchina con tanto di abito di Elisa per la cena di gala al seguito! Partenza: Montichiari. Destinazione: Passo del Tonale. Prima (ed unica) tappa: il solito baretto in piazza prima di arrivare a Ponte di Legno.
Ore 19: l’Hotel Piandineve è splendido…posto ai piedi delle piste da sci, tutto illuminato sembra rievocare un’atmosfera tutta natalizia! Io, Barbara, Anna e Isotta ci dirigiamo nella nostra stanza…un po’ piccoletta per essere una quadrupla! Per tre giorni questo sarebbe stato il quartier generale della distrettuale…ed io, prossima socia ma ormai aficionada di multi, distrettuali, feste e quant’altro riguardi Leo e bella gente a cui piace divertirsi, ne sono profondamente contenta ed orgogliosa!!!
Il tempo di un ritocco veloce…cambio d’abito, un po’ di fard e due gocce di profumo ed eccoci pronte per scendere per la cena e per una prima serata all’insegna del puro divertimento prima di iniziare i lavori e le riunioni vere e proprie domani!
Alla cena iniziamo a rivede tutti gli amici che non vediamo da un po’ di tempo…alcuni li ho visti a Torino solo un mese fa, altri era da un po’ che non li vedevo ed è stato bello ritrovarsi a cena insieme e, nonostante i tanti mesi (alcuni anche un anno) di non frequentazione, essere lì e parlare come se non ci fossimo mai persi di vista nemmeno per un giorno! Questo è uno dei lati che adoro della vita Leo: possono passare settimane, mesi, anni, ma quando ti rivedi è sempre come se non fosse passato più di un giorno!
La cena è l’occasione per organizzare insieme a Zaccagni, padre fondatore dell’evento, il celeberrimo “EtiLeo”: un festino a base di alcool che quest’anno si è ingrandito coinvolgendo proprio tutti i partecipanti alla distrettuale con tanto di stanza dataci dall’albergo! Ma stasera ci atteniamo solo ai preparativi: l’EtiLeo si svolge rigorosamente il sabato dopo la cena di gala!
Dopo cena  è il tempo di caffè, amari, primi cocktail e…il pianobar! Tutti si improvvisano cantanti consumati con gruppi di fans al seguito che fanno il tifo supportandoli con i cori! La serata vola in un batter d’occhio e la discoteca dell’albergo non regge i nostri tempi…Quindi ci trasferiamo tutti nella discoteca di fronte! Il percorso non è stato dei più agevoli: sfido chiunque a farsi una tranquilla passeggiata notturna in un campo di ghiaccio con tacco 10! Anche questo però fa parte dello spirito d’avventura Leo! Tra balli, cocktail, chiacchiere e bella compagnia le 5 a.m. non tardano ad arrivare!
Ore 9.30: mi sveglio in una camera deserta, immersa in un silenzio che poco le si addice! Dopo i primi momenti di spaesamento mi rendo conto che le mie coinquiline hanno, non a torto, pensato a soddisfare i piaceri dello stomaco…io ormai ci ho rinunciato da tempo: gli orari della colazione negli alberghi non corrono sulla stessa lunghezza d’onda dei miei tempi di messa in moto degni di un diesel! Ma ecco il lato positivo: sono la padrona incontrastata del bagno e dello specchio! Non per molto tempo però…Nico mi chiama per raggiungere gli altri a spasso per il paese ed io non posso rifiutarmi! Dopo una prima tappa al bar (dove Nico fa benzina con caffè + birra! ), raggiungiamo gli altri e dopo una mini-gita culturale all’ossario dei caduti del '15-'18, riteniamo che sia giunto il momento per un bell’aperitivo in piazza a Ponte di legno! Torniamo giusto in tempo per il pranzo con un uomo in più: nel tragitto abbiamo recuperato anche Santino! Ma abbiamo perso completamente Isotta…due pirli a stomaco vuoto (nonostante le patatine!) sono troppo per lei!
Ore 14: fervono i preparativi per le riunioni! Quella a IB uniti trascorre normalmente…un’altra è però la più attesa: la nostra riunione dell’IB2…l’elezione del PD incoming è un’incognita! Io non posso che fare il tifo per la mia super-cugina: sarebbe davvero un segno di continuità dopo l’anno di Barbara…ed io non potrei sentirmi più onorata ad assistere da neo-socia a questo passaggio di cariche!
L’attesa sembra interminabile…l’elezione necessita tanto di urna con voto segreto…ma dopo il verdetto del 6 voti su 9 è ufficiale: Elisa è la nuova PD incoming!!! La festa può incominciare!!! Ci ritroviamo tutti in camera a brindare…si fa per dire…diciamo meglio a bere a canna le bottiglie di vino portate da Barbara! Vorremmo continuare a festeggiare ma i tempi stringono e bisogna prepararsi per la cerimonia…ed essendo in 4 in una stanza non sarà semplice! Durante i preparativi assistiamo incredule al dilemma di Isotta: cosa mi metto??? Direi che la scelta è proprio ardua: le “mutande” di paillettes bianche abinate ad una giacca di paillettes nere chiusa soltanto da un bottone (della serie… “sotto il vestito niente”!) oppure un abito/sottoveste un po’ più sul classico a cui non mancano ovviamente le paillettes??? Dopo un po’ di prove opta per il secondo…anche se, col senno di poi, si rivelerà soltanto momentaneo, visto che per la cena c’è stata la necessità di indossare le “mutande” bianche, con gran dispiacere dello stomaco di Isotta che non ha toccato cibo a causa del vestito che le lasciava la pancia nuda!
Ore 19:30: siamo tutti pronti per la cerimonia! (…rettifico…quasi tutti! Simone, PD dell’IB1, sembra non arrivare più! Vabbè lui è “Il Pres”…anche se con i tempi di una primadonna!)
La cerimonia è uno dei momenti che adoro: il cerimoniale, con l’elenco delle finalità del Leo Club e dei nomi dei club presenti,  con gli inni e i discorsi di chiusura, dà alla distrettuale o multi che sia quel tocco di autorevolezza e solennità che a me piace tanto!
E dopo tanta compostezza…inizia la cena: brindisi vari…e poi…un altro momento solenne: la campana! Un rito tipico di Ponte di Legno: la campana solitamente usata durante le riunioni viene girata a modi calice e viene preparato un intruglio a discrezione del PD in carica, che con onore lo fa bere al suo successore! Elisa non può proprio lamentarsi: Barbara le ha messo anche la panna! Peccato per tutto il resto! Durante la cena viene anche estratto il primo premio: un uovo di pasqua enorme! Non ci crederete ma…l’ho vinto io! Non me l’aspettavo minimamente! Per portarlo in camera mi sono dovuta servire dell'aiuto del cerimoniere! E dopo cena…balli, brindisi, l’atteso etileo e ancora brindisi fino all’alba!
A causa dell’impossibilità di avere la seconda chiave a disposizione (o meglio… Isotta l’ha persa!), torno in camera alle 5 pensando di svegliare qualcuno…ma…no problem! La faccia di Anna, assonnata ed un po’ incazzata, non è dovuta a me…il quartier generale attrae gente! Il mondo è in camera nostra! A stento raggiungo il mio letto, scavalcando il mio uovo enorme (aperto! Non ho capito da chi…), metto il pigiama e vado due camere avanti, dove riesco a dormire in un letto senza persone che parlino del più e del meno! Alle 10 però mi sveglio e torno a dormire nel mio letto…questa la visione che mi si presenta davanti entrando in camera: Isotta collassata che dorme con gli occhiali, Anna con un asciugamano bagnato sul viso, Barbara latitante (o meglio mattutina! Non so come faccia!!!), la stanza praticamente un campo di battaglia, il tutto condito da un forte odore di cioccolata! Rimango un’oretta nel letto, ma dopo inizia l’arduo lavoro del fare i bagagli! Nonostante il buio in bagno (potenti mezzi della tecnologia del terzo millennio! L’elettricità a disposizione tramite un semplice interruttore è troppo! C’è bisogno della tessera magnetica…peccato che avendone una…l’ha presa Barbara!) riusciamo comunque a preparaci e a mezzogiorno è già il momento dei saluti!
Questa distrettuale è stata meglio di una Multi! L’organizzazione Zanini è stata impeccabile! Non lo sarebbe stata però senza Anna, braccio destro (e anche sinistro a volte!) che ha assunto le veci di cerimoniere oltre che di segretaria! Citare tutte le mansioni che ha dovuto ricoprire in questa tre-giorni sarebbe troppo lungo! Naturalmente non possono mancare i complimenti a Marcella (sempre presente!) e anche Isotta non è stata da meno…dopotutto serve sempre il suo intervento! Non mi sto dimenticando: Elisa! La protagonista! Grande cugina-PD incoming! Grazie come al solito per tutto! E poi naturalmente tutti quelli che hanno reso splendido questo weekend grazie alla loro presenza…conoscenze vecchie, ma soprattutto nuove ed inaspettate! Non potevo chiedere di più a questa distrettuale!
Chiudere questo lungo resoconto di Ponte 2007 (per quest’anno con location ufficiale il Tonale…che non ci ha delusi affatto, anzi!) è un po’ triste e maliconconico…Questa distrettuale mi ha dato tanto ed ha rafforzato in me la ferma volontà di diventare una Leo a tutti gli effetti! In un anno e mezzo non ho trovato una cosa che non mi piaccia di questa grande famiglia e più faccio nuove esperienze più ho voglia di andare avanti per farne di nuove perché ogni volta torno a casa arricchita e contenta! Come ha detto Anna, citando una formatrice Leo, il primo service bisogna farlo su se stessi…e per me ogni volta è così! E vorrei davvero avere la possibilità , come dice la mia cara amica e PD Barbara, che il LEO mi serva ad avere l’Opportunità di fare un’Esperienza di Leadership!

 

15 Febbraio 2007

22 anni...un anno in più...quante aspettative!

Ormai è un dato di fatto: sono 22enne...tutto uguale a prima? Apparentemente sì...e tutto sommato non mi dispiace affatto! Anzi spero davvero di non dover inaugurare il 22 con cambiamenti che potrebbero rilevarsi non molto piacevoli! Più che mai in questo momento della mia vita desidero la tranquillità e serenità che solo la normalità, la tanto bistrattata normalità, porta con sè...Non è routine...ma semplicemente la vita di tutti i giorni con i problemi tipici che l'età comporta...Quindi per questo anno non mi auguro nulla di più che avere i tipici problemi di una ventiduenne: studio, esami da dare (anche se troppi e apparentemente impassabili!), prime eperienze lavorative e l'amore (questo spero proprio senza problemi...preferisco godermene solo gli aspetti positivi!)

Quindi, per iniziare bene, iniziamo con le cose belle che i 22 anni mi hanno portato fin'ora...Ieri sera ho festeggiato al daybar il mio compleanno...Inizialmente era stata pensata in un altro modo, ma poi tutto sembrava andare per il verso sbagliato! Così, dopo un'iniziale crisi di sconforto, grazie all'appaggio delle persone a me più care ho deciso di farla lo stesso...pochi ma buoni! Alla fine poi è andata molto meglio di quanto potessi immaginare! Eravamo in 9: io, Simone, Ely, Santi, Cri, Maro, la Ale, Sammy e mio fratello che è riuscito a venire dopo l'allenamento! I grandi assenti, con mio dispiacere, sono stati Barbara, Giampy e Nico (PS: Baby guarisci presto!!!). Io mi sono divertita moltissimo...è stato tutto perfetto...e spero che anche i miei amici si siano divertiti quanto me! Ho ricevuto dei regali bellissimi: magliettina fucsia (e qui non c'erano dubbi che mi piacesse!), orecchini davvero carini e un anello troppo fashion (con un pò di rosa che non guasta!) Per non dimenticare poi il bellissimo lettore mp3 e il carinissimo portachiavi!

Un compleanno davvero indimenticabile, passato con gli amici più cari: Ely & Cri mitiche cugine (Ely in particolare anche una grandissima amica!), Santi & Maro gli amici di sempre, il mio fratellone (...uno degli uomini più importanti della mia vita!), Sammy con il quale ho passato proprio delle belle serate quest'estate (e che si è dimostrato un amico vero!), la Ale, conosciuta grazie a Sammy, con la quale ho trascorso un capodanno fantastico e che si è rivelata un'ottima compagna di stanza a Budapest e un'amica speciale...e infine, ma non ultimo, Simo...un'altra persona importante che Budapest mi ha portato!

Non posso proprio lamentarmi di come sia iniziato l'anno dei 22! Mi auguro di cuore che il 22 mi porti proprio bene perchè ho davvero tante aspettative per il 2007 e...chi lo sa?...magari tra un anno mi ritroverò a scrivere, proprio su questo blog, da "dottoressa", iscritta alla specialistica (molto probabilmente a Padova), commessa H&M, socio ufficiale del Leo club e felicemente fidanzata!

Monastier di Treviso

Multidistrettuale Leo...che weekend!

Ore 14.30 : tutto è pronto...tra poco si parte! Treviso e quelli del Ta3 ci aspettano per un weekend da paura!!! Ed è proprio quello di cui ho bisogno!!! Quindi tutte in macchina: la Multi ci aspetta!!! Ma...aspetta!!! In autostrada un megaincidente ci costringe a raffreddare motori e animo!!! Tutti fermi quindi...ed intanto Alberto aspetta, rimanda la riunione...e aspetta....e la Marcella si agita! Tutti i Leo del nord Italia sono bloccati tra Padova e Dolo!!! Che fare allora in questa attesa interminabile? Si pensa già alla serata e alle mille cose da fare una volta arrivate nel mega-albergo scelto come location dagli organizzatori...si pensa agli incontri che si faranno una volta arrivati lì...alle amicizie vecchie e nuove...E così, in un batter d'occhio, ci troviamo di fronte il Park Hotel Villa Fiorita: wow! Senza parole!!! Parcheggiamo e iniziamo a portar giù i nostri bagagli, poca roba...2 colli a testa...e se consideriamo il fatto che eravamo 4 in una opel corsa....4 donne, particolare non trascurabile!!! Ed ecco che, mentre noi povere e fragili fanciulle sommerse dai bagagli ci accingiamo a raggiungere l'entrata dell'hotel, due anime pie hanno avuto pietà di noi!!! Alain e Davide!!! Un miraggio? La provvidenza? No, semplicemente due del distretto ospitante che mossi da profonda compassione si sono prontamente proposti per aiutarci!!! E Poco dopo...eccoci! Varchiamo la soglia dell'hotel...la multi è ufficialmente iniziata anche per noi!!! Registrazione, braccialetto-pass, chiavi della camera e...qualche incontro che aspettavo da tempo!!! Ci dirigiamo in camera: le formazioni sono Io ed Ely, Baby e Isotta...Non facciamo in tempo ad ammirare la splendida camera che ci ospiterà in questi 2 giorni, che subito ci vengono proposti aperitivi a destra e a manca...e noi, da ragazze educate, non ci tiriamo indietro!!! Dopotutto, come insegna una donna molto saggia di mia conoscenza, non si rifiuta mai quando ti offrono da bere!!! E quindi...si aprano le danze!!! La cena è quasi pronta...ed allora, subito dopo l'aperitivo, ci si fa belle per la serata e poi tutti a bordo piscina!!! La piscina...eh...per delle congiunzioni astronomiche sbagliate, il mio stato d'animo ha subito 2/3 sbalzi d'umore e, ritrovandomi sola a bordo piscina, involontariamente, ho assunto espressioni che a qualcuno hanno fatto pensare che stessi seriamente pensando al suicidio buttandomici dentro...Ma, quando ti ritrovi in queste situazioni che fai? Ti deprimi e mandi all'aria un weekend o resetti e inizi a divertirti? Beh...direi la seconda!!! La serata vola e in tempo record si riesce anche ad organizzare un tavolo in disco...quindi tutti pronti per scatenarsi all'Area 51!!! E a fine serata, a notte fonda, quando la città già dorme...che c'è di meglio di un cornetto in autogrill?!? Tornati in albergo non c'è voglia di andare subito a dormire...ed allora ancora in giro con gli amici a far baldoria...Ma la mattina è dura alzarsi!!! Ma Alain sa come rendere tutto "più dolce" : colazione in camera!!! Mai successo che un ragazzo facesse una cosa del genere per me!!! (e chissà quando mi ricapiterà...se capiterà!!!) Per tutti i presidenti e gli addetti ai lavori alle 9 iniziano già le riunioni...ma per quelli come me il cazzeggio continua!!! Alle 11 però tutti pronti per la gita: il tour delle cantine venete inizia!!! Prosecchini...vinelli...qualche spuntino...il tempo vola quando sei in ottima compagnia e con un bicchiere in mano!!! Torniamo in hotel alle 6 e così si ha anche il tempo per dormire un'oretta...e quando suona la sveglia iniziano i preparativi per la grande serata!!! Splendide nei nostri vestiti da gala scendiamo nella sala conferenze per la cerimonia...bella e suggestiva come sempre...ma che lunga!!! Tra inni, discorsi, gemellaggi, riconoscimenti, ringraziamenti e applausi si fanno le 10!!! Quindi è ora di andare in giardino per l'aperitivo e una domanda ci tedia: spritz o prosecco??? Mah...direi entrambi!!! E dopo un paio di giri di aperitivi tutti in sala per la megacena...e dopo i vari brindisini ci si sposta nel voyer per il dolce...però per 5 minuti e poi tutti a cambiarsi per il proseguimento della serata...eravamo stupende in abito da sera...ma un pò scomode! Cambio veloce e poi tutti in pista!!! E tra brindisi, balli, canti...arrivano le 3...la musica si spegne per obbligo ma la voglia di divertirsi e stare ancora un pò insieme no!!! Quindi si fanno anche stanotte le 5!!! Ed è già mattina...si preparano i bagagli (che incubo! far rientrare tutto in valigia!!!) E poi tutti nella hall per gli ultimi saluti...Ma ecco che in poco tempo, proprio subito dopo aver salutato tutti, ci ritroviamo ancora una volta tuti insieme in centro a Treviso!!! Aperitivo, naturalmente...e poi in pizzeria in piazza!!! La multi sembra continuare ad oltranza!!! Ma stavolta il tempo dei saluti è giunto davvero...E quindi non mi resta che ringraziare...Ringraziare innanzittutto mia cugina Elisa, che dall'anno scorso mi ha fatto conoscere un sacco di bella gente invitandomi alle multi e feste leo...Ringraziare tutti gli organizzatori di questa che è stata davvero una multi da sballo e a detta di tutti organizzata nei minimi particolari tenendo presenti anche le sfumature...Ringraziare Alain per tutto (dai bagagli alla disco alla colazione in camera!sempre presente!) Ringraziare Ruggero per il supporto psicologico...e Feffo per avermi fatto dimenticare un brutto momento facendomene passare di belli (chiedendomi anche di non buttarmi in piscina!!!) Si spengono le luci su Treviso...ma già fervono i preparativi per il prossimo appuntamento: ovunque esso sia, ne sono certa, altre strorie, altre emozioni ci accompagneranno per un nuovo viaggio insieme...

 

Elizabeth Barrett Browning

Come ti amo?

Lascia che ti annoveri i modi

 Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e, se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.

 


versione originale...

How do I love Thee?Let me count the ways

How do I love thee? Let me count the ways,
I love thee to the depth depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of Being and ideal Grace
I love thee to the level of everyday's
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for Right;
I love thee purely, as they turn from Praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood's faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints,—I love thee with the breath,
Smiles, tears, all of my life!— and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

 

Il piccolo principe

 
 
"Per favore...addomesticami" disse la volpe.
"Volentieri" rispose il piccolo principe "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano" disse la volpe "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti. In principio tu ti sederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora" disse la volpe "Se tu vieni, per esempio tutti i pomeriggi alle 4, dalle 3 io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le 4, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...Ci vogliono i riti"
"Che cos'è un rito?" chiese il piccolo principe.
"Anche questa è una cosa da tempo dimenticata" disse la volpe "è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore"
 

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Mirkowrote:
Ciao,
Un salutone,e tanti complimenti per il blog...
...kiss,kiss...
a presto
Mirko.
 
Aug. 20
Fabiowrote:
Ciao,
sono capitato per caso sul tuo blog, avevo trovato un vecchio post dove avevi riscritto un passo del Piccolo Principe...
Beh, io tuo blog é spettacolare! Mi piace molto..
E mi hai dato qualche spunto per migliorare il mio.. :-)
Ciao ciao!
Bacio, alla prossima
Fabio
July 26
 
Get your own Chat Box! Go Large!
June 28
Elisawrote:
Ciao Cate sono Elisa! ho trovato il tuo blog tra quelli di Davil... hihih son passata a fare un giretto!
Wow belle le foto fatte a Crotone... ahaha che ridere! uffi però io e te non abbiamo una foto assieme... :(
be cara un bacio a presto alla prossima!
May 13
Gianpietrowrote:
lascio un saluto
Dec. 12

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Qualche link delle cose che amo

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Un Nuovo Bacio

Anna Tatangelo e

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